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L'invasione della nuova piccola grande smart fortwo

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Il mistero è stato risolto: le sfere che si aggiravano nei cieli del Giappone e della Russia sono finalmente atterrate, svelandosi nel loro essere. Da Ponte Duca d’Aosta e Ponte Milvio a Roma a Largo Foppa a Milano e via Toledo a Napoli le suggestive sfere sconosciute, allo scadere del count down leggibile sul timer posto su ognuna di esse, si sono aperte e non è stata poca la sorpresa di trovarci dentro una piccola grande auto, la nuova smart fortwo.

Cityinvasion, la campagna virale di smart, che ha alimentato il suggestivo arcano per giorni: dai video sul web che raccontavano dell’avvistamento di alcune sfera bianche nei cieli oltre Oceano, fino al loro atterraggio nelle principali città italiane.

“La terza generazione smart rappresenta una nuova rivoluzione della mobilità urbana”, ha dichiarato Cesare Salvini, Direttore Marketing di Mercedes-Benz Italia. “Per questo motivo, abbiamo scelto una strada altrettanto sorprendente per annunciarne l’arrivo, perfettamente in linea con la filosofia ed i valori della smart, da sempre protagonista di campagne di comunicazione innovative e fuori dagli schemi”.

Fuori dagli schemi anche la scoperta della nuova nata in casa Mercedes: una scenografia eccezionale che si è svelata solo all’ora X.
Infatti alle 19.30 esatte del 7 Novembre, le sfere, in una nuvola di fumo e al suono di una melodia da suspance, hanno iniziato ad aprirsi di fronte a curiosi e appassionati. Per quelli che non hanno potuto essere presenti, la casa automobilistica, ha creato una diretta sul sito web dedicato all’operazione, cityinvasion.it, dove in tanti hanno seguito l’evento per il lancio della nuova generazione smart attraverso un coinvolgente streaming live interattivo che ha permesso agli utenti di comandare da remoto le telecamere stereoscopiche, per un’esperienza unica, mai sperimentata prima in Italia.

smart fortwoE quello che è apparso, dal vivo e virtualmente, è una vera e propria auto anti-stress: grazie, infatti, a una lunghezza di soli 2,69 m la nuova smart fortwo è la vettura più versatile in circolazione. Si infila in ogni parcheggio, rendendo meno stressante la guida in città, e con il nuovo sterzo diretto con rapporto di demoltiplicazione variabile è possibile ruotarla la vettura in spazi ridottissimi. Inoltre, il motore posteriore e trazione posteriore, generalmente propri delle auto sportive, la rendono una una city car davvero unica. Da buona auto tedesca la fortwo non delude di certo in campo sicurezza: dal controllo elettronico della stabilità a quello di assistenza in presenza di vento laterale, che sfrutta “l’impianto” di sensori dell’Esp e si attiva a partire dagli 80 km/h. Al “dovere”, infine, l’auto aggiunge anche il piacere: infotainment a 360 gradi per la nuova nata con presa Usb e ingresso Aux di serie e , nella gamma top, un Tom Tom che, in caso di non utilizzo si trasforma in un display touch da 7”. E ancora servizi web, grazie ad una scheda Sim integrata in vettura e il servizio “app smart cross connect”, che contiene una serie di applicazioni utili alla vita in smart.

In cinque versioni (youngster, sport edition#1, passion, proxy e prime) smart fortwo sfrutta anche la dote del prezzo, partendo da 12.750 euro.

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Vuoi realizzare i tuoi sogni? Gridali al mondo intero! [VIDEO]

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“Se inseguire i propri sogni è difficile, nasconderli nel profondo è molto facile”. Parlare, o meglio, gridare i propri sogni a un megafono è un primo passo verso la realizzazione e il successo. Questo è quanto afferma un originale gruppo artistico di Los Angeles, Soulpancake, che hanno invitato i passanti a gridare in un grande megafono rosso i loro desideri più profondi, senza paura dei giudizi o rifiuti. Le confessioni sono stupende: c’è chi vuole ritrovare il suo amore perduto, chi spera semplicemente di cambiare il mondo, chi vorrebbe trovare un lavoro migliore…

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Belle belle in modo assurdo. Ma soprattutto, in modo diverso

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Parafrasando Zoolander, potremmo definirle “belle belle in modo assurdo”: alcune sono tendenti alla pinguedine, altre anzianotte, altre ancora disabili, ma tutte sono modelle e ognuna di loro è a suo modo bellissima. Puntare sulla bellezza e sulla diversità, o sulla diversità della bellezza: questo lo slogan di Models of Diversity, un’agenzia di moda nata a Londra con l’obiettivo di “sfornare” modelle di diverso genere e specie, ingaggiando un durissimo braccio di ferro con il consolidato cliché che assimila la moda al concetto di livellamento.

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Angel Sinclair è una bellissima signora di colore e aveva un sogno che sta cercando testardamente di trasformare in realtà: portare sulla passerella delle sfilate di moda, una carrellata di bellezze sui generis. Se si trattasse solo di modelle curvy o plus size, ovviamente, non ci sarebbe niente di nuovo, ma non è su questo o, almeno, non è “esclusivamente” su questo che punta Models of Diversity. Per Angel, sfilano anche disabili o donne non più giovani: esempi di carne e sangue di come la bellezza vada concepita come caleidoscopio e mosaico di diversità. Un progetto che si configura in partenza ad ampio raggio e che infatti prevede anche un’appendice pedagogica: corsi di self confidence nelle scuole, per insegnare agli adolescenti a fare della propria diversità e irripetibilità dei punti di forza.

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Models of Diversity è una realtà in espansione, negli USA e anche in Italia – racconta a Buone Notizie Stella Pecollo, attrice cinematografica di cui abbiamo già avuto modo di parlare e attualmente selezionata tra le vincitrici di “Miss British Beauty Curve” – In questo campo, in Italia il lavoro da fare è ancora lungo: siamo indietro perché abbiamo ancora troppa paura di uscire dagli schemi. L’Inghilterra, da questo punto di vista, è molto più coraggiosa: Londra non si fa problemi a dettare le mode… anzi, non tanto a dettarle quanto a cercare di cambiarle, correggendo un’immagine completamente distorta della moda. Basta pensare alle taglie in circolazione nei negozi e al loro rapporto con la realtà. L’altezza media delle donne italiane è 1.63, la taglia è grosso modo una 44: niente a che vedere con le x-small e le 38 che infestano i negozi. C’è qualcosa che non va: un intero immaginario che deve essere capovolto e ridimensionato a grandezza d’uomo. E di donna

La musica fa bene a tutti. Perfino alla birra

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La musica fa bene agli alcoolici: al vino e anche alla birra. Una scoperta decisamente imprevedibile, già all’ordine del giorno in Austria e oggi sperimentata con successo anche in Italia. A fare da battistrada a questo innovativo metodo di produzione, è Roy Paci: musicista noto ai più per la sua canzone “Toda Joja, toda beleza” e ora attivissimo nel campo della produzione di birra. In Puglia, Roy ha recentemente iniziato a sperimentare un interessante processo di produzione che fa fermentare la birra a suon di rock.

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La scoperta del potere del suono e della musica è qualcosa di molto antico e molto contemporaneo al tempo stesso. Così come nelle antiche realtà tribali, la società moderna si interroga e indaga sulle mille qualità di un’arte che diletta, coccola ed è anche in grado di curare. Già in passato vi abbiamo parlato di come lo studio della musica possa coadiuvare le terapie infantili contro la dislessia e sono diverse – anche al di fuori dell’ambito della musicoterapia – le sperimentazioni che vengono messe a punto giorno per giorno. La musica fa bene all’uomo quindi, ma anche agli animali: l’utilizzo della filodiffusione nelle stalle per incrementare la produzione di latte bovino, è un espediente ormai praticato su larga scala.

Ciò che invece è un po’meno noto, è che oltre che agli uomini e agli animali, la musica fa bene anche agli alcoolici. La scoperta è stata fatta cinque anni fa in Austria, quando nella Scuola di Viticultura di Klosterneuburg è stato prodotto un Gruener Veltliner a ritmo di valzer, polka e musica classica. La scuola austriaca ha spiegato come le onde sonore possano agire sul processo di fermentazione, facendo calare il valore zuccherino in favore di quello di glicerolo.

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Prendendo le mosse da questa interessante scoperta, Roy Paci e il suo socio Francesco Caprioli, si sono lanciati nella “produzione musicale” di birra. “Abbiamo realizzato con la collaborazione di alcuni scienziati un sistema originale di sonorizzazione per i nostri fermentatori – racconta Paci – All’interno di questi diffondiamo compilation rock. Un metodo che, attraverso alcuni workshop, stiamo facendo conoscere in tutta Italia“. La sperimentazione, tuttavia, non si esaurisce nel campo della produzione di birra, ma va oltre, confluendo nel concetto di “gastrofonia”: l’esplorazione degli orizzonti sonori del cibo che è diventata attualmente materia di un corso di studio all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo.

 

Olanda - Urinatoi per riciclare la pipì

Ti scappa la pipì? Riciclala: ecco cosa ci puoi fare

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Sembra uno scherzo, ma non lo è affatto. In Olanda, nel Regno Unito e negli USA l’iniziativa non è già più un progetto su carta: la raccolta differenziata si allarga a macchia d’olio e inizia a includere fra i rifiuti da riciclare anche la pipì. La pratica ha già un nome e si chiama pee-cycling. Parola d’ordine: zero waste.

Come dimostra l’originale iniziativa messa in atto in Paraguay, non c’è nulla – o quasi – che non si possa riciclare. Oggi, per esempio, si inizia a parlare in termini concreti anche di raccolta delle urine. Passo avanti verso il futuro o ritorno al passato? Le risposte si sprecano e le interpretazioni pure: la realtà però – come ben sapevano i nostri nonni – è che la pipì rappresenta un prezioso serbatoio di sostanze che la rendono un fertilizzante tanto antico quanto portentoso. Sono circa 3079 gli elementi contenuti nelle urine umane, primi fra tutti azoto, fosforo e potassio: componenti di base dei fertilizzanti che vengono prodotti sinteticamente a livello industriale.

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Ecco perché il pee-cycling inizia a porsi una delle nuove frontiere della raccolta dei rifiuti. I vantaggi che si delineano all’orizzonte sono diversi: riduzione della produzione di fertilizzanti chimici (con relativo risparmio energetico), sensibile risparmio delle risorse idriche (tirerete lo sciacquone meno frequentemente), minor abbattimento di alberi (consumerete meno carta igienica).

Unico neo: l’urina conserva tutta la sua efficacia solo se è sterile, cioè se passa direttamente dal corpo umano alla terra. Detto in pillole: l’uso di contenitori “di passaggio” potrebbe compromettere in modo incisivo l’utilità del fertilizzante biologico più efficace e più a portata di… mano. E’ infatti proprio in questa direzione che, nel Vermont, si stanno orientando le ricerche del Rich Earth Institute.

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Negli Stati Uniti il fertilizzante biologico a chilometro zero per eccellenza è già stato testato e ha dato ottimi risultati, incrementando in modo incisivo la produttività del suolo e sono molti i coltivatori in lista d’attesa che attendono di partecipare al progetto. Il vecchio continente non è da meno: in Inghilterra iniziano a cogliersi i primi segnali ma il Paese che si aggiudica il primato e si classifica all’avanguardia è l’Olanda. Ad Amsterdam, infatti, i raccoglitori sono disponibili anche per strada e le urine vengono utilizzate come fertilizzante per i numerosi tetti verdi della città.

Ma c’è chi ha trovato anche altre idee…

Amore, due cuori affini battono all’unisono

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È molto romantico e parlare di amore fa sempre bene. I cuori di due persone che si amano battono allo stesso ritmo. E da oggi, è anche scienza a dirlo. Emilio Ferrer, professore di psicologia alla University of California, ha condotto una studio su 32 coppie di innamorati. Le ha fatte sedere a circa un metro di distanza con l’obbligo di non interagire tra di loro, parlare o toccarsi. Durante i minuti successivi ha misurato il loro ritmo cardiaco e di respirazione. Risultato? Sia il battito del cuore che il respiro finivano per sincronizzarsi. Passo successivo è stato “mischiare” le coppie, ponendo in vicinanza due persone completamente estranee. Nessuna relazione tra il loro ritmo cardiaco o la loro respirazione.

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Conclusione? Il legame tra due persone unite da un rapporto d’amore (e noi di storie di persone che si amano ve ne abbiamo raccontate tante. Vi ricordate quella di Ofelia e Eugenio?) non è unicamente a livello emotivo, ma anche fisico. Un’analisi più attenta dei dati raccolti ha inoltre evidenziato sono le donne a essere più propense a “agganciare” il loro cuore e il loro respiro a quello del partner. Secondo Ferrer “questo è un segnale del fatto che le donne tendono ad adeguarsi maggiormente al proprio uomo rispetto al contrario”.

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Le donne sono quindi più empatiche? Riescono davvero a comprendere meglio lo stato d’animo di chi sta loro accanto? In attesa di una risposta certa a questo interrogativo, ora sappiamo che l’amore può superare i limiti fisici del nostro corpo per sincronizzarlo con quello della persona che amiamo.

Getti la plastica, esce cibo per cani e gatti

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Getti una bottiglia di plastica e ricevi in cambio cibo per gatti e cani randagi: sembra magia ma non lo è. Si tratta dell’ultima trovata di una compagnia turca, che ha creato cassonetti intelligenti in grado di conciliare la sostenibilità ambientale con l’esigenza di fornire cibo e acqua ai randagi che popolano le strade di Istanbul. Istanbul è una città affollata e questo è sotto gli occhi di tutti. Le sue strade brulicano di vita, umana e non: lo sa bene il turista, che si trova a sgomitare in un orizzonte urbano popolato da 14 milioni di abitanti e 150.000 animali randagi. Una situazione che rende doverosa la sensibilità della pubblica amministrazione al problema animali, come è avvenuto un anno fa ad Avellino. A Istanbul, cani e gatti sono ovunque e nella maggior parte dei casi – quando sono affamati – possono trasformarsi in un vero e proprio problema di ordine pubblico.

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Ecco perché il cassonetto intelligente creato dalla compagnia turca Pugedon, più che una trovata avveniristica rappresenta un espediente perfettamente al passo con i tempi. Il meccanismo è semplice e immediato, perfino divertente: prima di gettare la bottiglia di plastica dall’alto, versi in una ciotola l’acqua residua e in basso – al lato del cassonetto – fuoriesce automaticamente una porzione di cibo per gli animali randagi.

I cassonetti intelligenti, per ora sono stati collocati solo in prossimità di parchi e giardini pubblici: non sono ancora diffusi in modo capillare, ma sembrano godere già di una diffusa popolarità. Soprattutto fra gli animali.

Anziani più felici grazie ad internet

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Anche se Natale non è vicino, ma state comunque pensando di fare un regalo a vostro nonno o ad un’anziana zia, forse sarebbe meglio accantonaste l’idea della solita sciarpa e dell’anonimo scialletto di lana. Il regalo migliore, quello cioè che renderà gli anziani più felici è senza dubbio un computer. Magari uno di quelli portatili e leggeri con schermi grandi per non affaticare troppo la loro stanca vista. Infatti, secondo uno studio pubblicato sul “The Journal of Gerontology” e condotto su oltre 3.000 pensionati americani, ambo i sessi, internet aiuta gli anziani a vivere più sereni e un anziano su tre è meno depresso grazie ad internet.

Scambiarsi email, guardare le foto dei figli e dei nipotini, magari lontani dall’occhio ma vicini al cuore, così come chattare con parenti lontani e vecchi amici aiuta -e non poco- le persone anziane a sentirsi meno sole ed isolate. Secondo l’indagine condotta dai ricercatori della Michigan State University, il 30 % del campione di indagine usava il computer da casa ed manifestava circa il 33% di sintomi in meno di depressione rispetto a chi invece non aveva accesso alla rete. A conferma del potere terapeutico della rete, i ricercatori hanno inoltre notato un aumento degli effetti benefici della rete in quei soggetti che vivono da soli.

Per quanto esistono molti rimedi contro la solitudine della terza età: da leggere un libro a fare volontariato e svolgere attività fisica, gli autori della ricerca  incoraggiano figli, nipoti e parenti ad insegnare agli anziani ad usare il computer anche quando questi abbiano superato gli 80 e addirittura  i 90 anni di età. ‘‘Internet è un ottimo strumento di integrazione sociale e, con un po’ di esercizio, anche ad una età avanzata si può imparare facilmente a scrivere email, allegare foto, chattare e navigare e distrarsi”, concludono gli esperti.


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Errori negli sms? La Apple si ingegna per farceli correggere in tempo

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Un sms sgrammaticato perché inviato in fretta, oppure un altro mandato alla persona sbagliata. Fino ad oggi l’unica cosa da fare era alzare gli occhi al cielo e sperare che il destinatario non se la prendesse troppo a male. Fino ad oggi, però, perché la Apple sta pensando di aiutare i suoi clienti, cioè coloro che sono dotati di iPhone e iPad, permettendo la modifica postuma del messaggino.

Risale a due anni fa il brevetto che l’azienda ha depositato che ora è stato reso pubblico: si tratta del Transient Panel Enabling Message Correction Capabilities Prior to Data Submission che, tradotto in parole semplici, significa avere la possibilità, se ci si accorge istantaneamente dell’errore,  di modificare l’sms pochi secondi dopo aver premuto invio, prima che i dati arrivino al destinatario.

Una buona notizia per evitare figuracce, anche se, in attesa che diventi operativo, sarà bene allenarsi a scrivere veloce, visto che il tempo a disposizione per evitare un’eventuale gaffe sarà davvero brevissimo.

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